Quando Wilhelm Konrad Röntgen ricevette il premio Nobel per la fisica, nel 1901, la sua scoperta (che risaliva al 1895) aveva già aperto nuovi orizzonti alla medicina: grazie ai raggi X, infatti, per la prima volta l'uomo poteva esplorare l'interno del corpo senza doverlo sezionare. Ma già nel 1896, ad un anno cioè dalla scoperta di Röntgen, veniva eseguita una radiografia ad un speciale corpo inanimato: una mummia egizia. La radiologia applicata all'uomo, quindi, possiede dalla sua nascita, due "anime". La principale è quella che si occupa del corpo vivente, cercando di stabilire i segni della malattia o della salute, mentre l'altra è quella che si occupa dei corpi inanimati ed in particolare dei resti umani sia a scopo di giustizia, come nel caso della radiologia forense, sia per interessi più generalmente scientifici come nel caso della radiologia applicata alla paleontologia, all'antropologia fisica e alla paleopatologia, cioè allo studio delle malattie del passato.

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