Il PACS (Picture Archiving and Communication System) può essere definito come un sistema hardware e software dedicato all'archiviazione, trasmissione, visualizzazione e stampa delle immagini diagnostiche digitali. Si può pensare il PACS come un grande contenitore "dinamico" delle immagini digitali medicali (principalmente di tipo radiologico ma anche endoscopico, cardiologico ecc.) capace di ricevere immagini dalle apparecchiature di produzione e distribuirle a coloro che possiedono i requisiti di autorizzazione per poterle utilizzare. Nel contempo il PACS deve essere in grado di archiviare le immagini seguendo opportune politiche di sicurezza per cui sarà sempre possibile, a richiesta, richiamare rapidamente e in maniera sicura una immagine o un set di immagini eseguite in precedenza.
Quando, negli anni ’80, si iniziò a delineare il concetto di PACS come sistema integrato per la gestione digitale delle immagini diagnostiche e finalizzato all’eliminazione delle pellicole radiografiche, uno dei principali problemi da risolvere era l'implementazione di una rete dati capace di connettere le apparecchiature di acquisizione delle immagini, le stazioni di visualizzazione e l’archivio digitale e soprattutto di supportare l'enorme flusso di dati che questo comportava. Attualmente le reti possiedono caratteristiche tali da poter supportare flussi di dati sempre maggiori, per cui è possibile, in opportune condizioni, sfruttare la rete "geografica" (il web) per la trasmissione di immagini a distanza.
L'accoppiamento di una sistema PACS ad un database clinico (di radiologia o di ospedale) cioè al set di dati anagrafici e clinici del soggetto a cui si riferiscono le immagini archiviate ha portato alla realizzazione di sistemi molto potenti per l'utilizzo del dato clinico -strumentale e per l'attività diagnostica. Paleopacs - schemaNel frattempo si sono sviluppati e perfezionati standard di comunicazione e formattazione del dato digitale (DICOM, HL7) per cui è ormai possibile trasmettere, visualizzare e utilizzare immagini digitali "medicali" tra due punti qualsiasi del pianeta in tempo quasi reale e soprattutto senza perdita di qualità.

Lo studio delle differenze (talora molto evidenti dal punto di vista semeiologico) tra corpo morto e corpo vivo, le differenze nella presentazione delle risultanti degli eventi lesivi indotti a scopo criminale come le differenze non marginali tra patologie antiche e attuali impongono la disponibilità di database di immagini e dati, possibilmente condivisi tra più centri di studio e, necessariamente, la realizzazione sia di standards condivisi oltreché di efficaci sistemi di archiviazione e distribuzione. Un PACS realizzato tenendo conto di queste necessità potrebbe diventare quindi uno tra gli strumenti più potenti a servizio della paleoradiologia, della radiologia forense e, più in generale, per la radiologia non clinica, specialmente se progettato per l'utilizzo su rete geografica. Tra l'altro, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile di sistemi multidisciplinari dedicati alla sicurezza sociale, alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, archeologici e demoantropologici nonché alla didattica e alla ricerca medico-scientifica sarebbe opportuno inserire questi sistemi quali “ospiti di riguardo” di infrastrutture (macro-)regionali dedicate alla sanità (che generalmente impone capitoli di spesa ragguardevoli), creando una sinergia ad hoc per realizzare un’infrastruttura “satellite” di grande utilità sociale e di sviluppo a costo d’impianto contenuto e di basso costo di manutenzione e sviluppo dato che seguirebbe la manutenzione e lo sviluppo delle infrastrutture indispensabili per la sanità.
La realizzazione di un PACS per la paleoradiologia e le scienze a lei affini (radiologia forense etc.) pone ovviamente dei problemi, dato che si tratta di un campo di studio affine a quello clinico, ma certamente non del tutto ad esso sovrapponibile: si pensi, ad esempio, ai diversi problemi di trattamento dei dati sensibili, alle diverse esigenze di identificazione dei soggetti o della necessità di codifica di metadati archeologici e di restauro. Senza contare che nel caso dell'antropologia forense i dati possono essere coperti, temporaneamente, dal segreto istruttorio.
Ovviamente per poter utilizzare al meglio l’immagine paleoradiologica (o l'imaging scientifico dedicato alla bioarcheologia o alla medicina forense) occorre costruire un sistema simile all'IS/PACS dove, dal lato Information System, si possano immagazzinare tutti i dati di contesto relativi alle immagini prodotte, con il doppio vantaggio di dare un significato alle immagini stesse e di permettere all’utilizzatore finale (archeologo, antropologo, radiologo, paleopatologo, avvocato, medico legale ecc.) di disporre di un quadro il più completo possibile del “caso” e di poterlo confrontare con casi simili. Il che significa creare un database di dati numerici e testuali da una parte e un sistema PACS che non contenga solo le immagini radiologiche ma tutte le immagini relative al “caso”. A esempio per una sepoltura antica le immagini di scavo, del laboratorio di restauro, le immagini provenienti dalla microscopia ottica ed elettronica, dalla micro-TC, dalla profilometria digitale ecc. . Ovviamente tutte queste immagini devono essere conformi allo standard DICOM (così come i dati lato IS devono rispettare le norme IHE/HL7), ovvero devono essere “dicomizzate” secondo uno standard che, nel nostro caso, sarà uno standard “interno” ma che successivamente deve essere “internazionalizzato”.
La fase successiva deve essere quella della condivisione: ovvero bisogna creare un sistema di data sharing con altri laboratori e/o centri di studio, il che significa, in ultima analisi, creare un sistema di web-sharing ovvero un sistema IS/PACS condiviso via web/mobile/ecc. dove però sia ben chiaro il sistema dei privilegi e delle autorizzazioni, ovvero la politica della condivisione della conoscenza tra i partecipanti al progetto, che devono restare i "proprietari" delle immagini e a cui deve quindi spettare la decisione di come e con chi utilizzare il proprio materiale.
Una parte non banale è rappresentata dal sistema di visualizzazione: la soluzione migliore è senza dubbio un sistema server-side che permetta una visualizzazione corretta e nel contempo metta a dispozizione dei tool di elaborazione. Ovviamente questa soluzione è piuttosto costosa e quindi ha bisogno di valutazioni in senso di budget di progetto.
Questa Unità di Ricerca ha stilato il primo progetto di PaleoPACS nel 2006, realizzandolo in rete locale utilizzando però la struttura PACS principale ospedaliera e i suoi sistemi di visualizzazione. Attualmente è in sviluppo un prototipo funzionante server-side che sarà messo a disposizione a quei laboratori che siano interessati alla collaborazione e alla ricerca di fondi internazionali per lo sviluppo di questa "nuova" tecnologia al servizio dei beni culturali.