L'approssimazione facciale è una tecnica forense che tenta di ottenere, a partire dallo scheletro facciale, la morfologia del volto di un soggetto. Preferiamo, in accordo con Stephan [1] il termine "approssimazione facciale" piuttosto che "ricostruzione facciale" visto che allo stato attuale dell'arte, nonostante siano passati più di centoventi anni dai primi esperimenti di His che portarono alla ricostruzione del volto di J. S. Bach [2], non esiste ancora una metodologia realmente standardizzata e ripetibile. 

Ricostruzione volto J.S.BachLo scopo dell'approssimazione facciale è, in sostanza, quella di ottenere l'identikit di resti umani ignoti di dove sia presente almeno il cranio scheletrizzato o di un cadavere il cui livello di decomposizione abbia alterato i lineamenti del volto tanto da renderlo irriconoscibile.
Esistono attualmente varie metodiche di approssimazione facciale, sia analogiche che digitali, ovvero: (1) Disegnare il volto su un foglio trasparente sovrapposto all'immagine del cranio (approssimazione bidimensionale) [3], (2) Modellare il volto con la creta sopra il cranio o un suo calco [4], [5], (3) Usare l'imaging digitale adattando un volto tridimensionale al calco "digitale" del cranio [6].
Queste metodiche partono tutte dallo studio della morfologia dello scheletro facciale, che generalmente viene utilizzato a partire da un suo calco, analogico o digitale. Al cranio vengono via via sovrapposte le strutture anatomiche pertinenti come ghiandole e muscoli fino alla cute oppure il volto viene modellato tenendo conto degli spessori standard delle parti molli a livello dei principali punti di repere antropometrici. Il risultato finale viene ottenuto, generalmente, per modellazione (analogica o digitale) da parte di un "artista forense" nella migliore delle ipotesi oppure da uno scultore. Appare ovvio come, specialmente nei metodi analogici, il risultato finale sia legato in maniera non trascurabile all'abilità dell'artista e alla sua "cifra stilistica"per cui, spesso e specilamente nelle approssimazioni per uso museale o devozionale, dove non esiste la possibilità di controllo del risultato, sia possibile riconoscere subito l'artista che l'ha eseguite. Recentemente, con l'avvento di database sempre più consistenti di misure di spessori craniofacciali e grazie ai progressi della morfometria tridimensionale è possibile ottenere risultati meno operatore-dipendenti, anche se talora è necessario intervenire per meglio adattare il risultato ad eventuali particolarità riscontrabili nel cranio del soggetto, quali asimmetrie o malformazioni. Inoltre, nei metodi digitali è indispensabile ottenere dei calchi affidabili del cranio, ottenuti per lo più attraverso l'uso di scanner laser 3D. Uno dei problemi incresciosi che spesso si incontrano nell'uso forense di questa metodica è che non sempre si ha a disposizione un cranio perfettamente scheletrizzato: in questo caso si deve sottoporre la testa a scarnificazione per bollitura o per mezzo di insetti saprofagi.

L'uso della TC permette di ottenere numerosi vantaggi: innanzitutto non è  necessario avere a disposizione un cranio perfettamente scheletrizzato perché, segmentando opportunamente la parte ossea della testa possiamo ottenere un calco molto affidabile e in scala 1:1 anche nel caso di un cadavere in avanzata decomposizione o in un cadavere mummificato, non è necessario decapitare il cadavere ma anzi l'approssimazione può essere fatta in corso di autopsia virtuale (TC postmortem) ed infine è possibile studiare nel contempo la morfologia "interna" del cranio stesso (seni paranasali, struttura della diploe, caratteristiche dentarie, eventuali patologie concomitanti ecc.) ottenendo dati che potrebbero essere utili per la miglior definizione dell'approssimazione stessa.
Il progetto di questa Unità di Ricerca è quello di mettere a punto una metodica di approssimazione digitale del volto che sia il meno operatore-dipendente possibile partendo da un calco digitale del cranio ottenuto mediante TC o CBTC. La prima approssimazione facciale forense è stata eseguita nel 2005, con un risultato molto importante da un punto di vista forense. Attualmente, presso di noi, l'approssimazione facciale viene sempre eseguita in caso di TC postmortem di soggetto ignoto.

 


Reference List

  1. Stephan CN (2003) Anthropological facial 'reconstruction' - recognizing the fallacies, 'unembracing' the errors, and realizing method limits.
  2. His W. (1895) Johann Sebastian Bach. Forshungen uber dessen Brabstatte, Bebeine und Antlitz. Bencht an den Rath der Stadt Leipzig. FCW Vogel: Leipzig.
  3. Taylor KT (2001) Forensic art and illustration. CRC Press: Boca Raton.
  4. Gerasimov M. (1971) The face finder. Hutchkison & Co.: London.
  5. Gatliff BP (1984) Facial sculpture on the skull for identification.
  6. Clement JG, Marks M. (2005) Computer graphic facial reconstruction. Academic Press: Boston.