La sovrapposizione craniofacciale (SCF) può essere definita come una metodica che tenta di stabilire l’identità di un cadavere non riconoscibile comparando la morfologia cranio-facciale con i tratti del volto desunti da una o più fotografie eseguite prima della scomparsa. Il background scientifico di questa tecnica si basa sulla premessa che esista una corrispondenza tra la morfologia dello scheletro facciale e la forma delle parti molli della faccia e che con l'aiuto di apparecchiature più o meno sofisticate sia possibile sovrapporre le due strutture per stabilirne il grado di corrispondenza.
Gli aspetti tecnologici della SCF hanno subito una notevole evoluzione a partire dal 1937, anno in cui venne pubblicato il primo lavoro di Glaister e Brash dove il contorno della faccia ottenuto dalle fotografie e dal cranio veniva disegnato in negativo e poi sovrapposto [1]. Nel 1985 Dorion propose un sistema basato sulla proiezione dell'immagine fotografica attraverso un sistema di specchi sull'immagine di un cranio montato su un supporto e orientato meccanicamente [2], sistema che venne successivamente migliorato [3] sostituendo agli specchi una catena televisiva con possibilità di mixaggio elettronico dell'immagine. Nel 1986 Pesce Delfino propose la digitalizzazione delle immagini con possibilità di sovrapposizione assistita dal computer [4]. Il metodo attualmente più utilizzato è la sovrapposizione cranio-facciale assistita dal computer, ottenuta sovrapponendo alla fotografia digitale del soggetto la ricostruzione tridimensionale del cranio ottenuta mediante scansione digitale (TC o scanner 3D) [5].
La recente esperienza del gruppo internazionale MEPROCS, a cui ha partecipato questa Unità di Ricerca, ha cercato di stabilire l'affidabilità delle varie tecniche allo scopo di validare questo tipo di tecnica di riconoscimento come prova forense [6], [7]. Di fatto la SCF appare particolarmente efficace nel determinare la non corrispondenza cranio - immagine, mentre il riconoscimento positivo sembra un po' meno affidabile.
La SCF viene da noi utilizzata sistematicamente in corso di autopsia virtuale di cadaveri irriconoscibili. E' in studio un protocollo combinato approssimazione / sovrapposizione cranio - facciale nel caso di ritrovamento di resti ignoti.


Reference List

  1. J. Glaister, J. C. Brash (1937) The Medico-legal Aspects of Ruxton Case. E. & S. Livingstone: Edinburgh.
  2. R. B. Dorion (1983) Photographic superimposition.
  3. Helmer, R (1986) Identifizierung der leichenuberreste des Josef Mengele.
  4. Pesce Delfino, V., Colonna, M., Vacca, E., Potente, F., Introna Jr. (1986) omputer-aided skull/face superimposition.
  5. O. Ibáñez, F. Cavalli, B. R. Campomanes-Álvarez, C. Campomanes-Álvarez, A. Valsecchi, M. I. Huete (2015) Ground truth data generation for skull-face overlay.
  6. S. Damas, O. Ibáñez; R. Vicente; D. Navega; C. Wilkinson; P. T Jayaprakash; M. I Huete; T. Briers; R. Hardiman; F. Navarro; E. Ruiz; F. Cavalli; K. Imaizumi; R. Jankauskas; E. Veselovskaya; A. Abramov; P. Leston; F. Molinero; J. Cardoso; A. S Cagdir; D. Humpire; Y. Nakanishi; A. Zeuner; A. H Ross; D. Gaudio (2015) Study on the performance of different craniofacial superimposition approaches (I).
  7. S. Damas, C. Wilkinson; T. Kahana; E. Veselovskaya; R. Jankauskas; E. Ruiz; PT. Jayaprakash; F. Navarro; M. I Huete; E. Cunha; F. Cavalli; J. G Clement; P. Leston; F. Molinero; T. Briers; F. Viegas; K. Imaizumi; D. Humpire; A. Abramov; O. Ibáñez (2015) Study on the performance of different craniofacial superimposition approaches (II): best practices proposal.